Tanagro: avvio del progetto di pianificazione delle attività dei servizi veterinari per la mitigazione del rischio in caso di esondazione

Come intervenire in caso di esondazione del Fiume Tanagro, quali allevamenti, aziende produttive o di trasformazione mettere in salvo? Le risposte arriveranno con l’avvio del progetto Pianificazione delle attività dei servizi veterinari per la mitigazione del rischio in caso di esondazione del Fiume Tanagro, voluto dal Cervene e Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, in collaborazione con la Comunità Montana Vallo di Diano.

Il 15 Gennaio ad Auletta è stato infatti firmato il protocollo di intesa per il progetto tra il direttore tecnico del Cervene, Raffaele Bove, e il Presidente dell’Ente montano, Raffaele Accetta. Presenti all’incontro anche i dirigenti dell’Asl, Giuseppe Fornino, (nonché consigliere Consorzio di Bonifica) e Nicola Cestaro.

Il progetto: la zona da prendere a modello comprende i 15 comuni del Vallo di Diano, a sud di Salerno. Individuata dalla Regione Campania come la zona di allerta rischio idraulico n°7, il territorio in questione vede in media ogni anno dai 750 ai 1000 millimetri di precipitazioni. Abbastanza, per configurare uno scenario di esondazioni e alluvioni. Nel 2010, l’esondazione del fiume causò numerosi danni a carico del comparto zootecnico. Inoltre, il territorio è stato interessato da focolai di antrace nel 2011, cosa che lo espone al rischio “carbonchio ematico”, se le spore di Bacillus anthracis dovessero riaffiorare per via dell’esondazione. Il progetto si pone alcuni obiettivi. In una prima fase, quello di valutare il rischio delle strutture zootecniche e delle attività di interesse veterinario, (caseifici, macelli, centri di raccolta latte, canili, agriturismi, ambulatori di liberi professionisti, apiari). Saranno censiti i punti di interesse veterinario, verificati le loro coordinate geografiche e trasferite sulle mappe Gps di rischio già elaborate dalla Comunità Montana. Questo servirà a valutare quanto le strutture in questione sono pronte ad affrontare l’emergenza. Delle strutture bisognerà conoscere anche la loro capacità produttiva e per questa necessità è stato individuato un questionario che chiamerà in prima linea gli allevatori, rendendoli consapevoli e informati dei rischi. I dati relativi alle attività zootecniche e veterinarie saranno integrati all’interno dei piani di emergenza zonali di Protezione civile dei singoli Comuni.

Necessaria lacollaborazione dei servizi veterinari dell’Asl di Salerno, l’Istitutozooprofilattico, le amministrazioni locali, la Protezione civile, il mondo delvolontariato, la Comunità Montana, il Consorzio di Bonifica e i professionistidei settori coinvolti. L’obiettivo è assicurare il benessere e la sanitàanimale e garantire la continuità operativa delle produzioni zootecniche e la sicurezaalimentare per i residenti.

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