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Sindaca Francese: “ex tabacchifici diventino centro direzionale per Battipaglia”

Ieri si è tenuta una conferenza stampa organizzata dall’On Nicola Acunzo presso la sala stampa della camera dei deputati “Le opportunità del PNRR per la provincia di Salerno. La rete degli ex tabacchifici della Piana del Sele” Gia’ a settembre, in occasione del suo centenario, e’ stato celebrato il Tabacchificio di Battipaglia, che e’ uno dei simboli della nostra città, con l’emissione di un francobollo.

Quel simbolo che e’ maggiormente rappresentativo delle nostre radici culturali ed economiche, quelle che affondano profondamente nella grande realtà agricola della Piana del Sele!Il tabacchificio di via Rosa Jemma , detto “tabacchificio Farina“, dal nome di uno dei più grandi latifondisti della Piana, faceva parte di una vera rete di tabacchifici che interessava il territorio fra Pontecagnano e Capaccio, e di cui facevano parte il tabacchificio “Salvati” in località Fiocche di Eboli, il tabacchificio “Cafasso” di Capaccio, l’altro tabacchificio “Farina” a Pontecagnano, ancora il tabacchificio “Centola” sempre di Pontecagnano e il tabacchificio “Carillia” di Altavilla. Una rete di impianti di lavorazione del tabacco che afferivano alla S.A.I.M. ( Società Agricola Italiana Meridionale) che : -da un lato dava l’idea dell’importanza della pro duzione di tabacco nella nostra piana, prima di essere soppiantata all’inizio degli anni sessanta dall’ “oro rosso”: il pomodoro!– dall’altro, e conseguentemente, rappresentava una grandissima realtà occupazionale per tutti i comuni della Piana e dei comuni che su di essa gravitano! Erano centinaia i lavoratori (soprattutto donne!) impegnate nel ciclo produttivo del tabacco dalla coltura a pieno campo, alla lavorazione nelle industrie di trasformazione (i tabacchifici, appunto).

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Bellissime quelle foto in bianco e nero che raffiguravano le carovane di lavoratrici e lavoratori che ogni mattina scendevano a valle per lavorare nella filiera del tabacco: coi carretti, con gli asini, in bicicletta , a piedi. Un intera umanità ogni mattina passava dai centri urbani alla piana per lavorare , spesso in condizioni difficili ed orari massacranti, spinta dall’esigenza del lavoro. Questo da’ anche l’idea della catastrofe economica e sociale rappresentata dalla chiusura dei tabacchifici e degli zuccherifici in pochi anni, e delle conseguenti rivolte come quella del “69 nella nostra citta’. Nel 1943 la struttura di via Rosa Jemma fu colpita duramente dai bombardamenti che rasero al suolo Battipaglia. La nostra citta’ era diventato un obiettivo militare strategico a causa della presenza dello snodo ferroviario. Ma venne ricostruito, nelle forme architettoniche che ancora oggi si leggono, proprio per la sua importanza produttiva ed occupazionale. Nel 1998 il tabacchificio venne acquistato dal Comune, al fine di un recupero per la citta’ di una struttura nevralgica per il disegno e lo sviluppo di crescita di Battipaglia.

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Da allora si sono succedute ipotesi di utilizzo, di ricerca di finanziamento per la ristrutturazione. Una superficie complessiva di oltre 42.000 mq, una superficie coperta nelle sale di essicazione del tabacco di oltre 15.000 metri quadrati. Davvero una struttura strategica. Ma niente e’ andato in porto. Anche la STU ( Società di Trasformazione Urbana) non ha avuto esito felice.

Nel 2013, con l’accesso del Comune di Battipaglia alla procedura di riequilibrio pluriennale, il tabacchificio di via Rosa Jemma, viene inserito all’interno di quegli immobili comunali da alienare per consentire il risanamento dei conti del Comunali. Anche qui, stavolta fortunatamente, senza esito! Ora siamo usciti dall’incubo del disastro finanziario dell’ ente! Fra l’altro con 2 anni di anticipo!

Ora si può riprendere la discussione sull’utilizzo dell’ex tabacchificio che oggi , per altro, e’ stato letteralmente inglobato nella crescita urbana di Battipaglia, finendo per assumere, ancora di più, un potenziale ruolo strategico nella città che vogliamo costruire per il domani! Al di la’ delle notevoli dimensioni, quell’impianto si trova a qualche centinaio di metri dalla stazione ferroviaria; a poco più di un Km dallo svincolo autostradale; a poco più di 5 Km dall’aeroporto di Pontecagnano! Nel nostro programma di governo, abbiamo ipotizzato alcune destinazioni che vedono diventare l’ex tabacchificio “Farina” un vero e proprio “centro direzionale”:Uffici pubblici e privati, servizi a vantaggio delle imprese, incubatori di imprese, aree espositive e fieristiche (costituendo finalmente l’Ente Fiera ), centro congressi, parcheggi ecc. Sono idee che per concretizzarsi hanno bisogno che si reperiscano fondi e il PNRR potrebbe essere una delle opportunita’, ma sicuramente occorrerebbe che ci sia anche il coinvolgimento di privati

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