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Salerno sotto inchiesta, anche il Sindaco indagato

La Squadra Mobile di Salerno ha dato esecuzione ad una ordinanza cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, su conforme richiesta della Procura della Repubblica di Salerno, applicativa della custodia in carcere nei confronti di Fiorenzo Zoccola, presidente di una cooperativa sociale nonché gestore di fatto di diverse altre cooperative che avevano in gestione la manutenzione ordinaria e conservativa del patrimonio del Comune di Salerno, della custodia domiciliare nei confronti di Giovanni Savastano, assessore alle politiche sociali del comune di Salerno e consigliere regionale, e di Luca Caselli, dirigente del settore ambiente del Comune di Salerno, nonché del divieto di dimora nel Comune di Salerno nei confronti degli imprenditori di fatto titolari delle cooperative, per reati di associazione a delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti inerenti l’aggiudicazione dei predetti appalti.

Per Zoccola e Savastano il reato contestato è anche di corruzione elettorale in riferimento alle elezioni regionali del 2020. L’indagine che ha visto al lavoro il procuratore Giuseppe Borrelli e il pm Cannavale ha focalizzato l’attenzione anche sulla gara del 2020. L’interruzione del bando che ha fatto seguito a delle perquisizioni, destò preoccupazione tra i componenti delle cooperative che erano riusciti ad essere pagati e ad andare oltre la proroga facendo includere i servizi che svolgevano in attività essenziali durante il lockdown.

Nell’inchiesta c’è anche la denuncia di Mimmo Ventura il consigliere comunale ex deluchiano che alle recenti elezioni amministrative in contrasto con l’attuale amministrazione ha deciso di passare all’opposizione risultando ora eletto nella lista di fratelli d’Italia.

CI SONO 29 INDAGATI 

Risultano indagati tra gli altri anche il Sindaco Vincenzo Napoli e Felice Marotta, ex dirigente comunale, oggi in pensione e da sempre uomo di fiducia di Vincenzo De Luca e l’ex presidente di Salerno Pulita. Le accuse sono reati di associazione a delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti inerenti l’aggiudicazione delle gare. Gare sulle quali aveva messo gli occhi anche l’Anac che già nel 2019, aveva segnalato l’irregolarità delle procedure che frazionavano i singoli appalti. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, per associazione a delinquere, turbata libertà degli incanti e della scelta del contraente, induzione indebita a dare e promettere utilità, corruzione.

I NOMI DEGLI INDAGATI

1) CASELLI Luca, 2) SENATORE Marcello 3) MANDOLA Ciro, 4) ZOCCOLA Fiorenzo, 5) CIOTTA MARCELLO, 6) FRANCESE Davide, 7) CITRO Dario Renato 8) LANDI Vincenzo 9) MINELLI Davide, 10) MOSCA Maria Grazia 11) STOMPANATO Patrizio 12) GIORGIO Lucia, 13) MEO Mauro, 14) ZOCCOLA Gerardo 15) MAROTTA Felice 16) FERRARO Antonio 17) NAPOLI Vicenzo 18) CIAPARRONE Ugo, 19) SAVASTANO Giovanni, 20) GARGIULO Daniele, 21) SOGLIA Pasquale, 22) ROMEO Giuseppe, 23) SBOZZA Rosaria, 24) NAUTILI Luciano, 25) TREZZA Giuseppe, 26) ZOCCOLA Honeylet 27) CATANZANO Giovanna 28) ZOCCOLA Pio, 29) ZOCCOLA Emanuele.

fonte: salernonotizie

Emergono nuovi dettagli relativi al’inchiesta a della Procura della Repubblica di Salerno che, questa mattina, ha provocato un vero e proprio terremoto politico a Palazzo di Citt

Redazione 11 ottobre 2021 15:26

Emergono nuovi dettagli relativi all’inchiesta della Procura della Repubblica di Salerno che, questa mattina, ha provocato un vero e proprio terremoto politico a Palazzo di Città. Tra i big coinvolti troviamo il consigliere regionale di Campania Libera, fedelissimo del governatore De Luca, Nino Savastano, sottoposto agli arresti domiciliari insieme al dirigente del settore Ambiente del Comune di Salerno Luca Caselli. Tra gli indagati, invece, lo stesso sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli e personaggi di spicco, come l’ex presidente di Salerno Pulita, Antonio Ferraro e un ex dirigente del Comune, anch’egli fedelissimo di De Luca, Felice Marotta. 

Sostegno elettorale in cambio dell’affidamento degli appalti banditi dal Comune di Salerno. Questo l’accordo ipotizzato dalla Procura di Salerno tra Nino Savastano, consigliere regionale salernitano del gruppo “Campania Libera”, e Fiorenzo Zoccola, gestore di fatto di diverse altre cooperative che avevano in gestione la manutenzione ordinaria e conservativa del patrimonio del Comune di Salerno. Nell’ordinanza emessa dal gip di Salerno Gerardina Romaniello si parla di “un consolidato accordo corruttivo” tra Savastano e Zoccola, con il consigliere regionale, ex assessore del Comune di Salerno, che “stabilmente asserviva le funzioni pubbliche agli interessi personali propri e del privato in cambio del sostegno elettorale assicuratogli da Zoccola, garantendo a quest’ultimo l’affidamento degli appalti banditi dal Comune di Salerno aventi ad oggetto servizi pubblici alle societa cooperative sociali riferibili a! privato e ai suoi sodali”. In particolare, Fiorenzo Zoccola, “a fronte della promessa di procurare a Savastano sostegno politico e voti in vista delle elezioni regionali del settembre 2020, otteneva da parte del pubblico ufficiale Ia promessa dell’aggiudicazione e della proroga degli affidamenti degli appalti di servizi pubblici banditi dal Comune di Salerno, appannaggio esclusivo delle societa cooperative gestite dal medesimo ovvero dai suoi sodali”. Alle elezioni regionali del 2020 Nino Savastano, candidato nella circoscrizione Salerno con la lista “Campania Libera”, emanazione del movimento politico fondato dal presidente della Regione Campania De Luca, ha ottenuto 16.587 preferenze, risultando il candidato più votato della lista nell’intero territorio regionale.

Turbata libertà degli incanti con l’aggravante dell’abuso d’ufficio. Questo il reato contestato al sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, nei confronti del quale non è stata emessa alcuna misura cautelare. La vicenda che vede coinvolto il primo cittadino salernitano, insieme al suo collaboratore Felice Marotta, riguarda l’affidamento del servizio di noleggio di un automezzo lavastrada indetto dall’amministratore unico della società “Salerno Pulita“, Antonio Ferraro. Secondo gli investigatori, il sindaco ed altri si sarebbero attivati per favorire la cooperativa sociale “Terza dimensione“. Fiorenzo Zoccola, di fatto gestore della cooperativa e nei confronti del quale è stata eseguita la misura della custodia cautelare in carcere, avrebbe chiesto a Marotta di intercedere presso l’amministratore della società “Salerno Pulita”, Ferraro. Napoli e Marotta, secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza, si sarebbero quindi attivati convocando Ferraro negli uffici comunali e sollecitandolo affinché soddisfacesse l’esigenza espressa da Zoccola. A quest’ultimo sarebbe stata riferita l’esistenza di un’altra offerta, permettendogli così di presentare a sua volta un’offerta migliore che gli permettesse di aggiudicare l’affidamento alla cooperativa sociale “Terza dimensione”. 

fonte: https://www.salernotoday.it/cronaca/salerno-accuse-nino-savastano-sindaco-napoli-11-ottobre-2021.html

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