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S. Giovanni a Piro e il Santuario della Madonna di Pietrasanta – video

All’estremità meridionale del Golfo di Salerno si delinea, con una forma trapezoidale, la terra del Cilento. Le zone montuose, spesso impervie e selvagge, ne rappresentano lo scheletro orografico, i tanti paesi, ricchi di storia e di arte, la linfa vitale. Non vi è contrada cilentana che non abbia avvenimenti da raccontare, tradizioni da mostrare, storie da far rivivere. Mulattiere, scale, ricoveri, muri di sostegno e una serie interminabile di coperture con spioventi e tegole laterizie disegnano luoghi dove l’uomo e la natura sono perfettamente integrati fra loro. Nel basso Cilento San Giovanni a Piro è uno dei tipici, piccoli centri, un angolo di mondo dove un carattere di compattezza contraddistingue la struttura urbana. L’agglomerato urbano, stretto in un unico abbraccio per evidenti scopi protettivi, erige le sue case quasi l’una sull’altra in un disegno edilizio fatto apposta per restare uniti nell’ora del pericolo. Lungo stradine acciottolate e stretti passaggi che sfuggono in mille direzione il nucleo abitativo ” eleva i suoi comignoli fumiganti nell’azzurro terso del cielo”.



Il Santuario, dedicato a Maria SS. di Pietrasanta, si trova nel Parco Nazionale del Cilento, a circa 2 Km dal centro abitato di San Giovanni a Piro (SA) e, da un altitudine di 650 mt sul livello del mare, domina il Golfo di Policastro. E’ possibile raggiungere il Santuario percorrendo una comoda strada asfaltata oppure la vecchia via a gradini in pietra con un tortuoso sentiero praticabile solo a piedi.

Furono i monaci Basiliani del vicino Cenobio di S. Giovanni Battista a scolpire, verso il 1200, sulla monolitica punta del monte Piccotta, la statua della Madonna formando un solo corpo con la nicchia incavata nella pietra. La cappella rupestre con una piccola abside semicilindrica dedicata alla Vergine, capace di contenere in origine appena poche decine di persone, fu in seguito più volte ingrandita. Della costruzione originaria rimane, oggi, solo una parte dell’abside. L’edificio è costruito ad una sola navata e caratteristico ne risulta lo sviluppo non essendo allineata al presbiterio, in quanto questo fu realizzato sul fermo della roccia, ad occidente, su un piano irregolare. Alla chiesa sono annessi alcuni locali una volta utilizzati come abitazione. All’esterno, a sinistra, accanto alla sacrestia, sempre sul picco della roccia si eleva il campanile a tre piani, con due campane. A pochi passi sotto il campanile c’è una sorgente da sempre ritenuta miracolosa.
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