Immagine3 1024x486 - Ponte sulla SP 443 Casal Velino Celso, da anni, in condizioni precarie, ma la provincia dov’è?

Ponte sulla SP 443 Casal Velino Celso, da anni, in condizioni precarie, ma la provincia dov’è?

Il Codacons Cilento chiede chiarimenti e l’intervento urgente della provincia e genio civile sulla messa in sicurezza del Ponte sulla SP443 Casal Velino capoluogo – Celso.

« Da anni il comune di Casal Velino chiede l’intervento della provincia per risolvere il problema del Ponte sulla SP 443 Casal Velino capoluogo – Celso, ma senza ottenere risultati concreti. Oggi la struttura si presenta con avvallamenti e una parte interdetta al traffico veicolare pesante. Una situazione di degrado che suscita nei cittadini sentimenti di rabbia e indignazione. Anche perche la strada Casal Velino – Celso è stata iniziata negli anni sessanta e realizzata solo al 30% – spiega Bartolomeo Lanzara, presidente del Codacons Cilento – con lo scopo principale di consentire ad alcuni paesi interni del Cilento di raggiungere le strade principali e consentire, in questo modo, uno sviluppo socio – economico dell’area evitando l’abbandono dei piccoli centri abitati. Questa strada provinciale era già stata progettata nuovamente e finanziata, ma mai completata perché nota alle cronache giudiziarie come la “strada fantasma” per cui il sindaco di Pollica, Angelo Vassallo chiese, più volte richieste di chiarimento per il mancato completamento della strada, prima di essere barbaramente ucciso da ignoti »  « questa strada negli anni è diventata un’autentica vergogna regionale – continua Lanzara – il suo completamento risolverebbe il problema del traffico per i comuni montani che attualmente sono dotati di una scarsa o inesistente rete viaria di collegamento. In questo modo consentirebbe all’utenza della zona uno sbocco facile e breve verso la pianura di Casal Velino e verso il comune di Vallo della Lucania ove sono ubicati i principali uffici e servizi pubblici). Pertanto, il comune di San Mauro Cilento, guidato dal sindaco Giuseppe Cilento, insieme agli amministratori Costantino Raniero La Selva, Caiazzo Eugenio e Giovanni Petillo hanno chiesto, da tempo, l’intervento di tutte le autorità competenti per risolvere la questione senza ottenere risultati ».

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