biancafasano 1024x560 - Parliamo di scacchi a Napoli. Intervista con il prof. Francesco Roviello, presidente dell’Associazione Dilettantistica Scacchistica Partenopea del Vomero

Parliamo di scacchi a Napoli. Intervista con il prof. Francesco Roviello, presidente dell’Associazione Dilettantistica Scacchistica Partenopea del Vomero

di Bianca Fasano

Per parlare di scacchi a Napoli, ci sembra giusto intervistare il prof. Francesco Roviello, presidente dell’Associazione Dilettantistica Scacchistica Partenopea del Vomero e insegnante di filosofia.

D): – “Com’è divenuto uno scacchista? Ci si nasce o ci si diventa?”

R): – “Ho cominciato circa a dieci anni, giocando con amici, a Secondigliano (quartiere dell’area settentrionale di Napoli. N.d.A.), poi partecipando ai tornei che si disputavano all’interno delle sedi di partito, intorno ai diciotto anni.”

D): – “Sedi di partito?”

R): “ Nel 1974 era sindaco l’ ing. Bruno Milanesi, appassionato di scacchi.”

D): “Ricordo che a Napoli, in Piazza Trieste e Trento, il Circolo artistico politecnico fu anche sede dellaprestigiosa Accademia degli scacchi napoletana…”

R): – “Prestigiosa, sì: c’era il Maestro Giorgio Porreca con il suo seguito, Giacomo Vallifuoco, Achille della Ragione, Ernesto Iannaccone…”-

D): – L’allievo prediletto di Porreca? Si dice che fosse l’unico che potesse riferirsi a lui chiamandolo “Giorgio.”

R): – “C’era anche Giovanni Sodano.  Non dimentichiamo Roberto Cerrato e Luigi Gatto, che sono nostri iscritti. Erano maestri già al tempo in cui si giocava e non esisteva il computer.”-

D): – “Ma poi l’Accademia ha chiuso i battenti. Come mai?”

R): – “C’erano altri due circoli importanti: quello della Banca Nazionale del Lavoro e un altro al Porto. Tornando ai maestri, non trascuriamo, Dario Cecaro, il quale, dopo la chiusura dell’Accademia Scacchistica Napoletana ha continuato a svolgere la sua attività di organizzatore presso il Gruppo Scacchistico Vomero. Negli anni novanta questi si è fuso con il Gruppo Scacchistico Napoletano istituendo l’Associazione Scacchistica Partenopea.”-

D): -“E siamo arrivati alla Partenopea che ha portato i giochi degli scacchi al Vomero?” –

R): – “Sì: l’Associazione scacchistica Partenopea ha cambiato negli anni varie sedi trasferendosi, infine, nel gennaio 2015 nei nuovi locali di via Rossini, dove siamo.”

D): – “Affiliazioni?”

R): – “La Partenopea è affiliata alla Federazione Scacchistica Italiana e associata al C.O.N.I.”

D): – “ La domanda sorge spontanea: perché giocare a scacchi?” –

R) : – “Le motivazioni sono molteplici: relazionali, cognitive…il gioco è d’aiuto nella memorizzazione, inoltre perché è finalizzato a una strategia che può servire a livello di vita e che si può verificare nell’ambito dell’esistenza. In più, una partita è un’opera d’arte, è creatività e tecnica, elementi che si combinano in un piano strategico…”.

D): – “Vedo giocare alcuni iscritti stranieri, c’è chi traduce…”-

R): – “Sì, e, a proposito di arte e di stranieri, il nostro giovane socio Alexandr Scheludcko è pittore e Ucraino. Sta giocando con un russo. Vede?”-

D): – “Vedo. Quindi non soltanto napoletani?”-

R): – “Tanti, sì, ma anche turisti di passaggio da Parigi, dalla Svizzera… Scacchisti che vengono a visitarci, sapendo che siamo qui. “-

D):-“Avete una scuola?”-

R): -“Certamente. Il Direttivo ha istituito dal 2007, sotto l’egida della F.S.I. e la supervisione di un suo Istruttore Formatore, la Scuola di Scacchi di 1°, 2° e 3° livello, tra le poche scuole esistenti in Italia. Il maestro è Giuseppe Tarascio. “Istruttore.it”-

D): -“Insegnate anche nelle scuole?”-

R): -“Assolutamente. Alla Belvedere, al IV circolo didattico “Don Giuseppe Diana”, al Convitto Nazionale di Piazza Dante, all’ Istituto Comprensivo 72 Palasciano, al Michelangelo – Augusto di Fuorigrotta…”-

D): -“Il metodo?” –

R): – “Dipende. Con i bambini dai tre ai sei anni, usiamo la tecnica di “infusione,” con gli scacchi giganti e la psicomotricità. In prima e seconda elementare, la scacchiera gigante, mentre in terza la scacchiera magnetica. Spieghiamo il movimento dei pezzi, le aperture, i finali, in modo semplice.

D): -“Bene! Fermiamoci qui, sull’insegnamento torneremo di nuovo in un’altra occasione. Parliamo un po’ di tornei.”-

R): – “La domenica abbiamo i tornei non omologati, circa venti persone. In questo caso faccio l’arbitraggio. IL 14 ottobre abbiamo il Torneo Standard Memorial “Eduardo Tortorella”, dedicato a un bravissimo scacchista scomparso da poco. Avremo l’arbitraggio della federazione a carattere nazionale.”-

D: -“Lo conoscevo. E i giovani scacchisti?”-

R): – “Il settore giovanile ha conquistato nel 2013, ancora una volta, il titolo di Squadra Campione Regionale Under sedici affermandosi inoltre nel “Trofeo Campania” organizzato dal Comitato Regionale del C.O.N.I.”-

D: – “Una domanda interessata:come mai sono così poche le donne che s’iscrivono e giocano a scacchi?”-

R): – “Uomini o donne, occorre passione e molta competitività. Le donne vivono più emotivamente la partita. Conosco anche bravi scacchisti che sulla scacchiera “soffrono”. Bisogna non dimenticare che un incontro può durare anche tre o quattro ore, quindi occorre un temperamento stabile. Tra le scacchiste abbiamo Mariagrazia De Rosa (Napoli, 10 luglio 1988, N.d.A.) che ce dimostra come anche tra le donne si possa essere maestri.”-

D): – “ E Judit Polgár, la “vera” Regina di Scacchi…” –

R): – “ È ungherese, unica donna tra i primi dieci eccellenti giocatori al mondo in quindici secoli di storia. Aveva quindici anni, quando è diventata la più giovane “grande maestro” di tutti i tempi.” –

Che dire? Aggiungiamo che “alla Partenopea” è stato assegnato dalla Federazione Nazionale per il 2012 e il 2015 il premio quale “Migliore società del Sud Italia” e ringraziamo il maestro Francesco Roviello, ripromettendoci di rivederci per parlare ancora di scacchi ed anche perché si attivi facendo sì che più donne divengano “competitive” a tal punto da battere “in singolar tenzone” i più bravi scacchisti del mondo.

Bianca Fasano.

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