coronavirus medico tampone Afp 1024x682 - "Numero positivi 5-10 volte più alto"

“Numero positivi 5-10 volte più alto”


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coronavirus medico tampone Afp - "Numero positivi 5-10 volte più alto"


“In Lombardia siamo con un numero di persone che effettivamente hanno avuto l’infezione dalle cinque alle dieci volte superiore a quelle che sono state registrate”. Lo ha detto a Sky Tg24 Massimo Galli, primario infettivologo dell’ ospedale Sacco di Milano. “La vera buona notizia è che stiamo avvertendo meno pressione negli ospedali più coinvolti della Lombardia. Non siamo convinti di esserne fuori, ma siamo meno sotto pressione, abbiamo il pronto soccorso che ha meno casi gravi rispetto a quelli che abbiamo avuto negli scorsi giorni. Questa credo che sia la vera buona notizia al di là di tutto”.


“Il tasso di letalità indica quanti sono i morti rispetto ai casi. Nel mio ospedale, nei nostri reparti di malattie infettive e rianimazione, nell’arco dell’ultimo mese è deceduto il 15,4% dei pazienti mentre in Lombardia è deceduto il 17% dei pazienti. Questo è la conferma che la diagnostica con il tampone è stata fatta quasi esclusivamente sulle persone con infezione avanzata. Se uno dei reparti che ha raccolto gran parte dei casi decisamente gravi ha una letalità di poco inferiore, non degli ospedali, ma della Lombardia tutta, è evidente che dipende da una condizione per cui le persone che abbiamo registrato come casi sono persone con un quadro clinico decisamente impegnato, altrimenti non avremmo questo tasso di letalità. Questa cosa – spiega Galli – ci dice che in Lombardia siamo con un numero di persone che effettivamente hanno avuto l’infezione dalle cinque alle dieci volte superiore a quelle che sono state registrate”.



“I numeri dipendono dalle persone che si raggiungono e dai tamponi che si fanno, che pur non essendo pochi sono probabilmente assai meno di quanto sarebbe necessario o comunque opportuno, quindi in realtà abbiamo dei dati che solo in parte rappresentano il vero numero delle persone che hanno avuto o che hanno tutt’ora l’infezione e stanno chiuse in casa”, conclude.

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