Legambiente dice “no” a 10 milioni di euro per la strada sul Cervati, il nostro “modesto” parere

E’ di qualche giorno la notizia che il governatore De Luca, in visita a Sanza, ha proposto lo stanziamento di una decina di milioni di euro per la realizzazione di una strada che da Sanza porta al Monte Cervati. Naturalmente gli ambientalisti si sono opposti, come cita la nota testata online “infocilento” per una serie di motivazioni: “E’ positivo che il Cervati sia oggetto di crescente interesse delle Istituzioni e di Associazioni di promozione turistica. Ma la cementificazione fino alle vette montane più alte è una scelta sbagliata perché compromette l’ecosistema del territorio, con la circolazione dei mezzi motorizzati e l’inquinamento ambientale ed acustico”, dice Mario Salsano. “Legambiente – prosegue – ritiene che i programmi di sviluppo devono, invece, essere ecocompatibili con un territorio che dal 2010 rientra nella rete dei Geoparchi, parchi naturali caratterizzati da particolari aspetti geofisici e da una strategia di sviluppo sostenibile”. Gli obiettivi da perseguire, quindi, devono essere quelli di un turismo di montagna ispirato ai seguenti principi: sostenibilità, valorizzazione del territorio con interventi a basso impatto ambientale, tutela dell’ambiente, conservazione della cultura e delle tradizioni locali, produzione e commercializzazione dei prodotti tipici, limitazione del traffico motorizzato.
“Invece di cementificare i sentieri di montagna occorre un serio piano di investimenti per la mobilità nel Cilento, intensificando e migliorando le vie del mare e il trasporto ferroviario e soprattutto garantendo una costante manutenzione alle dissestate strade del territorio”, conclude Salsano.
IL NOSTRO MODESTO PARERE
E’ condivisibile che la circolazione di mezzi motorizzati comportino inquinamento acustico ed ambientale ma e’ pur vero che attualmente nulla vieta a moto da cross, fuoristrada, camion, ad anche auto normalissime come la nostra ford di 16 anni di raggiungere quasi la vetta su un accidentato sterrato. Noi siamo saliti in auto, nella piena legalità, fino al santuario senza grossi problemi ed una volta arrivati su abbiamo trovato: panda 4×4, un ducato, ed altre auto tra cui una normalissima punto.
Non ho testato se lungo il sentiero ci sia campo telefonico ma cosa succederebbe ad un gruppo di persone che si avventurano lungo il percorso se si rompesse un semiasse di sera?
E’ pure condivisibile l’affermazione che attesta la necessità di un “serio piano di investimenti per la mobilità nel Cilento” ma non e’ detto che le due cose non possano essere integrate in un piano di sviluppo ben piu’ ampio.
Altro dubbio che ci e’ sorto dopo il solito “no” degli ambientalisti e’ il seguente: “perche’ una persona anziana o un portatore di handicap non puo’ godere delle bellezze che riserva il Cervati? E’ giusto che solo una modesta nicchia di persone, in grado di affrontare diversi chilometri di trekking, debbano fruire di tali meraviglie?
Inoltre, anche in risposta, ai soliti anti pasquettari di turno, sostenitori che il turismo e’ sporcizia e sudiciume, vorrei capire cosa ci vuole a mettere in moto una serie di interventi in grado di offrire lavoro ai giovani locali sempre piu’ latitanti dal territorio, con corsi formativi, come guide, addetti alle pulizie, ristorazione, accoglienza alberghiera etc. A fronte di un investimento di pochi milioni di euro si potrebbe avere un eccellente ritorno per tutti, per l’intero comprensorio del Parco e della Regione Campania tutta.

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