La guerra in Europa

Il dispiegamento di uomini e di mezzi, il braccio di ferro, senza giustificato motivo, che Putin (l’ultimo, sperando, ed autodichiarato zar dell’ex Unione Sovietica) sta tentando di mettere in atto, coinvolgendo uomini, donne e bambini, nell’ultimo disperato, incivile, ignorante e folle, ignobile, immorale, criminale, suicida, tentantivo di ricostruire il blocco sovietico (come se avesse un senso), e di difendere il suo discutibile ed altrettanto anacronistico recinto, mettera’ la vita di uno e di milioni di persone in discussione.

22/2/22 – (ADNKRONOS) / “Se l’Ucraina si doterà di armi nucleari tattiche, sarà una minaccia strategica per la Russia. L’Ucraina ha avuto, nel suo passato sovietico, competenze nucleari molto vaste, in termini di reattori, tecnologia, conoscenze, specialisti. Sarebbe molto facile dotarsi di armi nucleari rispetto ai Paesi che devono iniziare da zero”. Sono le parole del presidente russo, Vladimir Putin, in una conferenza stampa a Mosca. Tre le richieste di Putin all’Ucraina, in quello che è apparso come un ultimatum: il governo di Kiev dovrebbe ritirare la sua richiesta di adesione alla Nato, demilitarizzare il Paese e riconoscere l’annessione della Crimea alla Russia.

22/2/22Nato in Allerta (anche l’Italia). Secondo il Giornale le forze armate italiane sono già in prima linea sulla frontiera russa e ucraina con gli alpini in Lettonia e i caccia bombardieri Eurofighter 2000 in Romania. Mercoledì e giovedì la Nato si riunirà e potrebbe decidere l’invio di ulteriori truppe sul fronte Est dell’Alleanza atlantica.

22/2/22Sì all’uso dei militari al di fuori della Russia. Nel pieno della crisi con l’Ucraina, il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto al Consiglio della Federazione l’autorizzazione per l’uso delle forze militari all’estero. La Camera alta del Parlamento, che poco prima aveva approvato all’unanimità la ratifica del Trattato di amicizia con le Repubbliche di Donetsk e Luhansk, era stata nuovamente convocata a sorpresa, e ha dato risposta positiva alla richiesta del Cremlino. (adnkronos)

22/2/22BERLINO SOSPENDE L’AUTORIZZAZIONE DI NORD STREAM 2

22/2/22 In una riunione d’urgenza del consiglio di sicurezza, l’Onu ha sottolineato che “il rischio di un grande conflitto” in Ucraina “è reale e deve essere prevenuto a tutti i costi”.

22/2/22 – le parole del premier Draghi, durante la cerimonia al Consiglio di Stato: “Voglio prima di tutto esprimere la mia più ferma condanna per la decisione del governo russo di riconoscere i due territori separatisti del Donbass. Si tratta di un’inaccettabile violazione della sovranità democratica e dell’integrità territoriale dell’Ucraina. Sono in costante contatto con gli alleati per trovare una soluzione pacifica alla crisi ed evitare una guerra nel cuore dell’Europa. La via del dialogo resta essenziale, ma stiamo già definendo nell’ambito dell’Unione Europea misure e sanzioni nei confronti della Russia“.

21/2/22 (CNN) – L’inizio della guerra:

Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato truppe nelle parti dell'Ucraina orientale controllate dai separatisti in quella che il Cremlino ha definito una missione di "mantenimento della pace", poche ore dopo aver firmato i decreti che riconoscono l'indipendenza delle regioni sostenute da Mosca.
Non è chiaro se i movimenti delle truppe russe abbiano segnato l'inizio di un'invasione dell'Ucraina di cui i leader occidentali hanno messo in guardia per settimane. Ma diversi funzionari statunitensi e occidentali hanno avvertito che la mossa di lunedì potrebbe fungere da salva di apertura di un'operazione militare più ampia contro il paese.
L'ambasciatore degli Stati Uniti all'ONU Linda Thomas-Greenfield ha dichiarato lunedì sera in una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell'ONU che il riconoscimento da parte di Putin delle regioni pro-Mosca è stato un "tentativo di creare un pretesto per un'ulteriore invasione".

Ha detto che la sua affermazione secondo cui le forze russe stanno entrando in quelle regioni come "pacificatori" è "una sciocchezza".

"Sappiamo cosa sono veramente", ha detto Thomas-Greenfield.
In un discorso infuocato lunedì scorso, Putin ha fatto esplodere i crescenti legami di sicurezza di Kiev con l'Occidente e, in lunghe osservazioni sulla storia dell'URSS e sulla formazione della Repubblica socialista sovietica ucraina, sembrava mettere in dubbio il diritto dell'Ucraina all'autodeterminazione.
"L'Ucraina non ha mai avuto tradizioni della propria statualità", ha detto, definendo la parte orientale del paese "antiche terre russe".
I decreti firmati da Putin trasmettevano il riconoscimento ufficiale di Mosca su due territori separatisti nella regione del Donbas, nell'Ucraina orientale: la Repubblica popolare di Donetsk e la Repubblica popolare di Luhansk (DPR e LPR). I decreti li riconoscevano come stati indipendenti e ne garantivano la sicurezza con le truppe russe. I decreti affermavano che le cosiddette forze di mantenimento della pace russe sarebbero state dispiegate nelle regioni.

Il Trattato di Minsk: i tredici punti

Questi sono i 13 punti dell’accordo, sostenuto da Francia, Germania, Russia e Ucraina, che non e’ mai stato attuato:

1. Cessate il fuoco bilaterale, immediato e totale

2. Ritiro di tutte le armi pesanti da entrambe le parti, divieto di operazioni offensive e di sorvolo della zona di sicurezza da parte di aerei militari stranieri

3. Monitoraggio e verifica del rispetto dell’accordo da parte dell’Osce, avvio di una missione di osservazione

4. Avvio di un negoziato per un autogoverno provvisorio nelle regioni di Donetsk e Luhansk, in conformità con il diritto ucraino, con l’obiettivo del riconoscimento, da parte del parlamento di Kiev, di uno statuto speciale per queste regioni

5. Amnistia per militari e combattenti di entrambe le parti, con l’eccezione dei reati gravi

6. Liberazione di ostaggi e prigionieri di entrambe le parti

7. Garanzia di assistenza umanitaria nelle zone del conflitto

8. Ripresa delle relazioni economiche e del pagamento delle pensioni

9. Ripristino del pieno controllo del confine dell’Ucraina da parte del governo di Kiev

10. Ritiro di tutti i militari, armi e attrezzature belliche oltre che dei mercenari stranieri dalla zona del conflitto; disarmo dei gruppi militari illegali.

11. Riforma costituzionale che preveda il decentramento amministrativo per le regioni di Donetsk e Luhansk

12. Organizzazione di elezioni a Donetsk e Luhansk a condizioni concordate

13. Rafforzamento del gruppo di contatto trilaterale composto dai rappresentanti di Russia, Ucraina e Osce.

LA MAPPA DELLE NAZIONI INTORNO AL MAR NERO (FONTE LIMES)

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