MONTE STELLA 1 - Il solstizio d'estate - 21/06/21 (anche nel Cilento)

Il solstizio d’estate – 21/06/21 (anche nel Cilento)

Il solstizio (dal latino solstitium, parola a sua volta derivante da sol, “sole”, e dal tema del verbo stare, nel senso di “fermarsi”), in astronomia, è il momento che si verifica due volte all’anno quando la Terra, nel suo moto di rivoluzione intorno al Sole lungo l’orbita terrestre, presenta in direzione del Sole angolo massimo o minimo tra il proprio asse di rotazione e il piano orbitale terrestre.

I due solstizi annuali si verificano intorno al 21 dicembre e al 21 giugno (rispettivamente detti “solstizio d’inverno” e “solstizio d’estate”, con riferimento alle stagioni presenti nell’emisfero boreale in quei giorni).

Successivamente ai solstizi, in ciascuno dei due emisferi terrestri si inverte la tendenza all’aumentare o al diminuire dell’inclinazione dei raggi del sole, e la tendenza al diminuire o all’aumentare delle ore di luce giornaliere.

Il solstizio d’inverno rappresentava occasione di festività di vario genere: il Sol Invictus, Saturnalia (dal 17 al 23) e Angeronalia nell’antica Roma; il Natale per il cristianesimo; Yule nel neopaganesimo e per gli Eteni con il nome norreno di Jól. In Gran Bretagna, a Stonehenge, sopravvivono imponenti ruderi: due cerchi concentrici di monoliti che raggiungono le 50 tonnellate. L’asse del monumento è orientato astronomicamente, con un viale di accesso al cui centro si erge un macigno detto “pietra del calcagno” (Heel Stone, detta anche Friar’s Heel, cioè “Tallone del frate”). Al solstizio d’estate il Sole si leva al di sopra della Heel Stone. Stonehenge, insomma, sarebbe non solo un tempio, ma anche un calendario. (wikipedia)

Anche nel Cilento, lo sanno in pochi, e’ possibile vedere il fenomeno del raggio di sole che attraversa il dolmen. Bisogna arrivare sul Monte Stella e raggiungere la “preta ro’ mulacchio”.

VIDEO “DIVERTENTE” DAL NOSTRO “VECCHIO” B&B ALLA PRETA RO’ MULACCHIO IN 40 MINUTI

Sul monte Stella, nel Cilento, c’e’ un dolmen,. Si chiama Preta ru Mulacchio che nel dialetto cilentano, significa “Pietra del Figlio Illegittimo” perché era associato anche ai riti di fertilità. “Il complesso”, ricorda Polcaro, “è stato frequentato fino agli anni ’50: le donne passavano nella galleria perché nelle credenze popolari la roccia fecondata dal Sole diventava capace di fecondare”. La Preta è sostanzialmente costituita da tre massi che si sono separati da un singolo blocco per cause naturali: tra questi tre massi, si sono formate due “gallerie”. Tuttavia, la Preta è stata profondamente modificata dal lavoro dell’uomo: grosse pietre sono state incastrate in posizioni precise tra i tre blocchi originari, o poste a generare un piano di copertura del complesso. Inoltre, alcuni bacini sono stati scavati sulla parte superiore della Preta, visitabile grazie ad una scala di legno predisposta dall’Ente Parco. “La Petra è divenuta così un raffinato “calendario di pietra”, che indica con straordinaria precisione la data del solstizio d’inverno”, continua Polcaro. “Pur in assenza di una datazione precisa, il megalite va attribuito probabilmente alla Cultura Proto-Appenninica (inizio del II millennio a.C.)”.

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