NVINUBI 1024x541 - Il Santuario del Monte Gelbison visto dal drone e la leggenda del cavaliere - Il video dal drone in 4k

Il Santuario del Monte Gelbison visto dal drone e la leggenda del cavaliere – Il video dal drone in 4k

Il Gelbison (parola araba che significa montagna dell’idolo, detto anche monte Sacro) è un monte del Subappennino lucano di 1.705 m s.l.m. situato in provincia di Salerno. È il quarto monte più alto del Cilento, preceduto dalla cima del relativamente vicino Cervati (1.903 m), dal Panormo (cima più alta del gruppo degli Alburni, 1.742 m) e dal Faiatella.
Il santuario della Madonna del Monte Sacro di Novi Velia si trova sulla cima del Monte Gelbison, sul luogo di un antico insediamento sacro pagano. Probabilmente gli Enotri eressero un tempio ad una loro divinità, in seguito identificata con Era. Quasi certamente il sito fu conosciuto al tempo dei Saraceni: infatti Gelbison sembra derivare da gebel-el-son, che in arabo significa “monte dell’idolo”. (WIKIPEDIA)
La leggenda del cavaliere
La “Ciampa del Cavallo” è un grande masso a forma di “ferro” di cavallo che si innalza dal precipizio, sul piazzale antistante la chiesa.
La tradizione racconta che si erano recati sul Monte Gelbison due cavalieri: uno cristiano e uno non cristiano. Entrato in chiesa, il cavaliere cristiano si prostrò ai piedi della Madonna e cominciò a pregare. Al vedere ciò il cavaliere non cristiano cominciò a deridere ed offendere il compagno, poi, uscito dalla chiesa, salì sul suo cavallo e cominciò ad urtare e spintonare chiunque incontrasse. Improvvisamente il cavallo, disobbedendo ai comandi del suo padrone, si impennò e cominciò a correre all’impazzata, poi, con un salto, andò sulla punta del masso antistante la Chiesa (la “ciampa del cavallo” appunto). Il cavaliere, trovandosi in estremo pericolo, chiese aiuto alla Madonna. Il cavallo, allora, si girò lentamente su se stesso e, con un salto miracoloso di 4-5 metri, tornò sul piazzale della Chiesa, mettendo in salvo il suo cavaliere che, per la grazia ricevuta, si convertì.
Sulla “ciampa” c’era e c’è tutt’ora l’usanza di gettare 9 pietre, in disprezzo del cavaliere infedele. Oggi le pietre sono diventate per lo più monetine. Le ragazze compiono questo rituale con l’augurio e la speranza di sposarsi entro l’anno. I più anziani che si cimentano nella gara, invece, se vi riescono sono sicuri di far ritorno al Santuario anche l’anno successivo.
(FONTE: UNICOSETTIMANALE)
IL VIDEO DEL SANTUARIO VISTO DAL DRONE

 

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