picarone - Il Consigliere regionale Franco Picarone: "Colmati i disavanzi delle gestioni precedenti, oggi Campania regione-modello"

Il Consigliere regionale Franco Picarone: “Colmati i disavanzi delle gestioni precedenti, oggi Campania regione-modello”

27 febbraio 2020 – Dichiarazione del Consigliere regionale On. Franco Picarone, Presidente della II Commissione permanente Bilancio e Finanza:

“Rendere il conto del proprio operato e di come sono state impiegate le risorse a disposizione costituisce il primo dovere per ogni amministratore, ancor più se si amministra la cosa pubblica.

Eppure, quando si è insediata questa Amministrazione, a luglio 2015, l’ultimo Rendiconto approvato era quello relativo all’anno 2012, peraltro mai parificato dalla Corte dei Conti.

Con rigore, impegno e determinazione, l’Amministrazione regionale presieduta dal Presidente Vincenzo De Luca ha approvato tutti i Rendiconti pregressi.

Oltre a quelli relativi agli anni 2013, 2014, 2015 e 2016, già approvati dall’Amministrazione De Luca, nella seduta odierna del consiglio regionale sono stati approvati anche i rendiconti per gli esercizi 2017 e 2018 (tutti parificati dalla Corte dei Conti).

Dall’approvazione di tali Rendiconti è emerso il cambio di rotta gestionale atteso che per gli anni 2013, 2014 e 2015 sono emersi ingenti disavanzi derivanti dalle gestioni pregresse, per cui l’attuale legislatura si è fatta responsabilmente carico di avviare il ripiano pluriennale dei disavanzi pregressi, garantendo annualmente l’accantonamento di circa 200 milioni di euro a favore del piano di rientro da tali disavanzi.

Dai Rendiconti relativi agli anni 2016, 2017 e 2018, invece, non è emerso alcun maggior disavanzo, a dimostrazione della sana, corretta ed oculata gestione operata da questa Amministrazione.

Con la seduta di oggi, di cui sono stato relatore, la Regione Campania ha recuperato ed azzerato tutti i ritardi nell’approvazione dei documenti contabili, dimostrando innanzitutto grande rispetto nei confronti dei propri cittadini, i quali hanno il diritto di sapere come vengono utilizzate le risorse che derivano dalle imposte che pagano, nonché verso le generazioni future sulle quali non è giusto che ricadano gli eventuali errori gestionali del presente”.

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