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Buonabitacolo, il Santuario della Madonna del Carmelo – video

“Il primo profeta d’Israele, Elia (IX sec. a.C.), dimorando sul Monte Carmelo, ebbe la visione della venuta della Vergine, che si alzava come una piccola nube dalla terra verso il monte, portando la pioggia e salvando Israele dalla siccità”
Il piccolo Santuario Madonna del Carmine domina da un monte lo spettacolare panorama di Buonabitacolo. In questo sito si perpetuò in antico la devozione per il profeta Elia.
Come in Israele anche qui su un monte chiamato Carmelo venne costruita una chiesetta, dedicata in origine ad Elia, poi intitolata alla Vergine del Monte Carmelo.
Di antica fondazione, la cappella venne trasformata ed ampliata in età settecentesca.
Fu oggetto in quest’epoca di una sapiente campagna decorativa, durante la quale venne arricchita da stucchi policromi e dal sontuoso altare, datato 1794. Conserva le statue di Sant’Elia e di Sant’Antonio e sull’altare maggiore la statua della Madonna.
L’edificio presenta un piccolo campanile e la Casa del Pellegrino, costruita per accogliere i fedeli che vi giungevano dopo un faticoso cammino.
Il 18 luglio con una solenne fiaccolata i giovani della zona salgono al Monte per la veglia preparatoria alla discesa della statua della Madonna in paese, prevista per il giorno 19 luglio.
La Madonna, con un’altrettanta solenne processione verrà riportata al Santuario nella terza domenica di settembre.




VIDEO: ANDIAMO SUL MONTE CARMELO A FOTOGRAFARE IL SANTUARIO

CHE COS’E’ LO SCAPOLARE?
E’ un segno dell’amore materno di Maria per i suoi figli spirituali che a lei si consacrano con affetto e fiducia. La tradizione mariana dello scapolare è specificamente carmelitana.

UN PO’ DI STORIA
I carmelitani eremiti del Monte Carmelo si erano riuniti presso la fonte di Elia con il desiderio di imitarlo nel suo rapporto con il Signore e di amarlo come Maria, attraverso la pratica delle virtù come lei stessa le aveva vissute. Considerata Signora del luogo, a Marua i carmelitani dedicarono il loro primo oratorio.

MARIA PER IL CARMELO
Maria è certamente Madre, ma anche sorella poiché prima di noi ha percorso la strada che conduce alla piena unione con Dio: ogni carmelitano ricerca già nella sua vita terrena di realizzare questo ideale.

DEVOZIONE ALLO SCAPOLARE
Chi indossa lo Scapolare entra a far parte della famiglia carmelitana, in un’esperienza che dura da secoli e che testimonia la gratitudine a Maria e la famigliarità con lei per lasciarsi rivestire di Cristo dalle sue mani materne.

PERCHE’ SI CHIAMA “ABITINO”
Lo Scapolare è l’abito di Maria del quale i religiosi carmelitani si rivestono per impegnarsi ad incarnare Cristo come lei. I laici che lo indossano aderiscono a questo stile di vita. Lo Scapolare prende il nome dal suo appoggiarsi sulle scapole: è aperto ai lati e richiama al servizio. Per i laici è ridotto a due rettangoli di stoffa, che si possono indossare sotto gli abiti. Lo Scapolare si indossa giorno e notte per indicare la presenza continua di Cristo nella nostra vita, poiché dove è Maria, c’è il Signore e la loro fedele protezione.

TESTIMONIANZA VISIBILE.
L’abitino testimonia una scelta di vita; una vita di fede, seguendo Cristo nella quotidianità. Tra i nostri santi ricordiamo un martire dello Scapolare, Isidore Bakanja, africano, morto per non aver voluto togliere l’abito di Maria durante le sue ore lavorative presso un datore di lavoro, non cristiano e senza scrupoli che lo fece flagellare a sangue.

ORIGINE DELLA DEVOZIONE.
Il priore Generale dell’Ordine Carmelitano nel lontano 1251 San Simone Stock chiese a Maria di concedere all’Ordine una speciale protezione visto il momento di rilettura del proprio carisma nel difficile passaggio dalla vita cenobitica – eremitica a quella apostolica. Non è accertato storicamente, ma la tradizione vuole che Maria sia apparsa a San Simone consegnando come segno di protezione lo Scapolare.

IMPEGNO.
La consegna dello Scapolare e la sua imposizione da parte di un sacerdote confermano l’impegno a seguire Cristo come unica via di salvezza. Entrando a far parte della famiglia carmelitana, si partecipa ai benefici spirituali dell’Ordine. Maria, la pura di cuore, chiede ad ogni credente, laico o religioso, a lei consacrato, di imitarla nella castità del cuore per accogliere più pienamente il messaggio evangelico. Il frutto è quello di un’autentica vita cristiana di partecipazione ai sacramenti e di preghiera che si deve almeno esprimere con una parte del Santo Rosario recitata quotidianamente.

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