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Alfredo Cerruti, alias gli Squallor e’ defunto!

La carriera di produttore discografico di Alfredo Cerruti inizia nel 1962 nella società Edizioni Adriatica. (Io non ero nemmeno nato) Dal 1970 è direttore artistico della casa discografica CBS (nel 1972 diventa produttore esclusivo) dove lavorerà fino al 1976, anno in cui passerà alla CGD, in cui rimane per sei anni. Nel 1982 passa alla Ricordi dove ricoprirà sempre il ruolo di direttore artistico fino al 1986.

Chi sono gli Squallor?

Gli Squallor in realta’ esistono e non esistono, diversi gruppi hanno tentato di imitarli dopo il successo avuto su cassette Baff vendute nel quartiere piu’ partenopeo di partenope, ossia Forcella (che viene sicuramente prima delle vele e che a cui, la vecchia Napoli deve inchinarsi, figlia della guerra del 1940), sono un pacco.

Il pacco, la mattonella che si vendeva nei quartieri spagnoli. Un vero pacco, quello che sull’Ebay di oggi si venderebbe a milioni di euro.

Genialita’, competenza ed estrosita’ mixata alla tecnologia degli anni 70 hanno fatto degli squallor un mito mai replicato.

Il verbo napoletano non e’ mai stato piu’ proferito meglio che dall’estroverso Alfredo. Lui e’ riuscito a profonare i timpani storditi dei piu’ colti ed eruditi colti napoletani. Li ha elogiti e diffamati, li ha inebriati e sconvolti. Ha sconvolto tutti noi con il suo turpe eloquio, soave e geniale.

Orbene, prima di De Luca, inavvicinabile, c’era lui Alfredo Cerruti. “Ma la mamma e la mamma sono morte ed io sono sempre qui”. Lui sara’ sempre qui’, chi lo conosce non lo piange ma lo venerà sempre: e saremo sempre gli stessi: Massimo Troisi, Renzo Arbore, Marisa Laurito, Pierpaolo, Daniele Pace, Pace all’anima sua, Mina, Lino Banfi, Massimo Catalano, i Flippers, Fabrizio Zampa, Franco Bracardi, Zombie 2, e la lacrima sul viso di Bobby Solo e Renzo Arbore. La sua maschera bianca sul viso spicchera’ di un arcobaleno di azzurro partenopeo intenso.

Io che non l’ho mai conosciuto (ma l’ho sempre amato per quella voce inconfondibile E semiBARITONALE): “Allanema ra’ bukkina e mammeta” non lo dimentichero’ mai:

Era figlio di Hera e del cognato “Esso” (cugino dell’Agip), nipote di palla di pelle di pollo, (la mamma era una guallera).

Alfredo… all’anime e’ chi te’ stramuort, mo’ che putevame paria’ t’ n’ sigghiute’? Se fosse un altro album sarebbe (dopo Troia, Vacca e Tocca l’Albicocca): “Zoccolo (riferito al Covid)”. Un abbraccio da un tuo sempiterno estimatore.

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