TRENTOTTO ANNI FA IL TERREMOTO CHE DEVASTO’ IL SUD ITALIA

Il terremoto dell’Irpinia del 1980 fu un sisma che si verificò il 23 novembre 1980 e che colpì la Campania centrale e la Basilicata centro-settentrionale.
Caratterizzato da una magnitudo di 6.9 (X grado della scala Mercalli) con epicentro tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza, e Conza della Campania, causò circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti.
Io ero studente del Liceo Scientifico F. Severi, e, ricordo come fosse ieri ero in punizione perche’ non ero proprio il “top” della scuola. La punizione consisteva in una “ritirata” anticipata alle 19.30 (allora, in qualche famiglia, noi minorenni, avevevamo ancora la “ritirata). Eravamo a ridere e scherzare ed ad organizzare l’ennesimo sciopero a scuola. Poi, dissi agli amici: “sto’ in punizione devo andare.” e presi l’autobus. A Mercatello (quartire di Salerno), l’autista del mezzo comincio ad inveire, sembrava fosse finito in una buca: fermo’ tutto e ci fece scendere. In piazza Mercatello cadevano i calcinacci, per arrivare a casa dovetti evitarli, il tutto nel buio piu’ completo. La gente sembrava impazzita ed io non trovavo i miei che, invece, erano venuti a cercarmi sulla radio “privata”, Radio Mariconda amica.

Il terremoto colpì alle 19:34 di domenica 23 novembre 1980: una forte scossa della durata di circa 90 secondi, con un ipocentro di circa 12 km di profondità, colpì un’area di 17.000 km² che si estendeva dall’Irpinia al Vulture, posta a cavallo delle province di Avellino, Salerno e Potenza. I comuni più duramente colpiti (X grado della scala Mercalli) furono quelli di Castelnuovo di Conza, Conza della Campania, Laviano, Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi, Senerchia, Calabritto e Santomenna.

Gli effetti, tuttavia, si estesero a una zona molto più vasta interessando praticamente tutta l’area centro meridionale della penisola: molte lesioni e crolli avvennero anche a Napoli interessando molti edifici fatiscenti o lesionati da tempo e vecchie abitazioni in tufo; a Poggioreale crollò un palazzo in via Stadera, probabilmente a causa di difetti di costruzione, causando 52 morti. Crolli e devastazioni avvennero anche in altre province campane e nel potentino, come a Balvano dove il crollo della chiesa di S. Maria Assunta causò la morte di 77 persone, di cui 66 bambini e adolescenti che stavano partecipando alla messa.

I resoconti dell’Ufficio del Commissario Straordinario hanno quantificato i danni al patrimonio edilizio. È risultato che dei 679 comuni che costituiscono le otto aree interessate globalmente dal sisma (Avellino, Benevento, Caserta, Matera, Napoli, Potenza, Salerno e Foggia), 506 (il 74%) sono stati danneggiati.
UN VECCHIO VIDEO DI CILENTANO.IT NEI LUOGHI DEL TERREMOTO

Le tre province maggiormente sinistrate sono state quelle di Avellino (103 comuni), Salerno (66) e Potenza (45). Trentasei comuni della fascia epicentrale hanno avuto circa 20.000 alloggi distrutti o irrecuperabili. In 244 comuni (non epicentrali) delle province di Avellino, Benevento, Caserta, Matera, Foggia, Napoli, Potenza e Salerno, altri 50.000 alloggi hanno subito danni da gravissimi a medio-gravi. Ulteriori 30.000 alloggi lo sono stati in maniera lieve.

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