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10 cose da fare e vedere nel Cilento, Vallo di Diano e Alburni

Il territorio e’ immerso completamente nella provincia di Salerno, a sud di Napoli, in Campania.
Gran parte dei comuni del comprensorio rientrano in zona parco, patrimonio dell’umanità.
DA NON PERDERE:
1. AREA ARCHEOLOGICA DI PAESTUM
Si tratta di uno dei siti archeologici italiani più visitati e consiste in un meraviglioso complesso vicino a Capaccio. L’area è costituita da una cinta muraria ancora ben conservata, il quartiere adibito per le abitazioni, la via sacra utilizzata per le processioni religiose, il foro e i tre magnifici templi di ordine dorico risalenti al 500 a.C..
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2. GROTTE DI PERTOSA E DI CASTELCIVITA
Sono due grotte distinte che estendono il loro percorso sotto la catena degli Alburni.
Esistono escursioni ad hoc per tutti gli amanti della natura che vogliono incontrare i meravigliosi Monti Alburni sono tra i luoghi migliori per avvistare alcuni degli animali più belli e rari della zona.
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3. Capo Palinuro
Si tratta di uno dei più bei punti panoramici del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Da questo promontorio si gode infatti di una vista mozzafiato, incorniciata dal caratteristico sperone calcareo che cade a picco sul mare. Il verde della vegetazione mette in risalto ancora di più le splendide acque azzurre della costa.
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4. Area marina protetta Santa Maria di Castellabate.
Vicino a Castellabate puoi accedere a uno degli scenari naturali più suggestivi del Parco. L’area si articola in tre zone, ciascuna con un grado di protezione diverso. Nell’area marina protetta vivono alcune specie vegetali e faunistiche rare davvero incredibili come il pesce pappagallo, le nacchere e alcuni esemplari di corallo.
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5. Area marina protetta degli Infreschi e della Masseta
L’Area marina protetta Costa degli Infreschi e della Masseta è situata nel tratto di mare prospiciente la costa della provincia di Salerno compresa tra Punta dello Zancale, nel territorio comunale di Camerota, e Punta Spinosa, nel Comune di San Giovanni a Piro. Occupa una superficie di mare di 2.332 ettari e si estende in corrispondenza di un tratto di costa lungo poco meno di 14 chilometri. L’AMP è incardinata nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, che provvede, tramite l’omonimo Ente parco, anche alla sua gestione.
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La costa offre uno spettacolare paesaggio di particolare pregio sotto il profilo naturalistico caratterizzato da un grado di eterogeneità ambientale unico, tanto da essere inserita in un Sito di Interesse Comunitario sottoposto a protezione speciale. In pochi chilometri di litorale molto frastagliato si concentrano insenature, spiaggette, rade, sorgenti d’acqua sottomarine, il tutto incorniciato da macchia mediterranea, uliveti, vigneti e preziose specie endemiche. L’area abbonda di grotte di origine carsica, sia sommerse che sopra il livello del mare, che furono abitate dall’uomo preistorico, come testimoniano alcuni ritrovamenti di antichissimi resti umani.
6. Escursione Monte Cervati
Tra gli itinerari più belli del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, non perdere l’escursione sulla cima del Monte Cervati. Si tratta di un lungo percorso di facile/media difficoltà, che permette di attraversare paesaggi incantevoli come la Valle delle Orchidee fino a raggiungere i 1898 metri di quota della cima, nota come tetto del Parco.
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7. PADULA, LA CERTOSA, IL BATTISTERO DI SAN GIOVANNI IN FONTE, LA CASA MUSEO DI JOE PETROSINO ED IL MUSEO DEL COGNOME
la Certosa di San Lorenzo con i suoi 51mila metri quadrati di superficie, la Certosa di Padula è la più grande certosa d’Europa.
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Il Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte fu eretto nel IV secolo d. C. ed è situato a Padula, a poca distanza dalla Certosa di San Lorenzo. E’ uno dei più antichi battisteri cristiani di tutto l’occidente.
8. GOLFO DI POLICASTRO, SAN GIOVANNI A PIRO, SCARIO E SAPRI
Il golfo di Policastro è un’insenatura del mar Tirreno meridionale che bagna le coste di tre province, quella di Salerno in Campania, di Potenza in Basilicata e di Cosenza in Calabria. Il limite occidentale del golfo è la punta degli Infreschi nel comune di Camerota nel Cilento, quello sud-orientale è il capo Scalea, nei pressi dell’omonima cittadina. Anticamente era chiamato Sinus Vibonensis” dalla cittadina di Vibonati (tratto dalla Naturalis Historia di Plinio il Vecchio) oppure ”Sinus Laus” (da Laos, polis della Magna Grecia situata, però, a Santa Maria al Cedro, oltre il Golfo di Policastro). Oggi il golfo prende il nome dalla cittadina di Policastro Bussentino (oggi frazione del comune di Santa Marina), l’antica Pixous della Magna Grecia e successivamente nota come Buxentum in epoca romana. L’intero tratto costiero tirrenico della Basilicata si affaccia sul Golfo di Policastro, dominato a nord dal massiccio del Sirino. I comuni principali sono Sapri (SA) in Campania, Maratea (PZ) in Basilicata, Praia a Mare e Scalea (CS) in Calabria. Il tratto campano del golfo ricade in parte all’interno del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
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9. POLLICA, ACCIAROLI E PIOPPI
Pollica è, come dice il toponimo stesso, una piccola polis, una cittadina in sé conclusa.
Qui tra il VII e l’VIII sec. d.C. giunsero i monaci basiliani e vi fondarono il proprio cenobio: una comunità in fuga dall’Oriente bizantino, trova la propria dimensione tra le balze e i sentieri di questa fetta di sud. Le notizie più antiche sulla presenza di un insediamento risalgono al XII secolo. Fu in seguito feudo dei principi Capano, quindi dal 1795 dei De Liguori, fino all’avvento della dominazione borbonica. Pollica nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è riconosciuta nel mondo grazie a Ancel Keys come la capitale mondiale della Dieta mEDITERRANEA.
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10. Sulle tracce della Lontra
La chiamano la regina dei fiumi: questo simpaticissimo e agile mammifero sguazza nelle acque del fiume Calore, del fiume Mingardo e nei boschi dell’Oasi WWF di Persano. Nei pressi di Magliano Vetere è possibile imbattersi nella Lontra di fiume, considerata uno dei simboli del Parco.
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